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La storia e la tradizione

L’antica tradizione ceramica di Castellamonte nasce 6000 anni fa, nel periodo neolitico. La presenza sulle colline di Castellamonte di un’argilla facilmente estraibile ha fatto nascere, nel corso dei secoli, un’arte ed una tecnica nella lavorazione e nella trasformazione della ceramica uniche al mondo.

La nostra Azienda inizia l’attività lavorativa nel 1976, con il nome di R.P. Castellamonte, producendo ceramica tradizionale ed oggettistica d’arredo. Il suo fondatore è Roberto Perino, diplomato Maestro d’Arte all’Istituto F. Faccio di Castellamonte.

Nel 1984 Silvana Neri entra a far parte della ditta e, nel 1987, comincia con il marchio LA CASTELLAMONTE la produzione di stufe di ceramica che, in breve tempo, diviene l’attività principale dell’Azienda.

Da subito viene avviata una ricerca tecnologica, rivolta al miglioramento delle prestazioni energetiche e, per la prima volta nella storia, nel 1994 la stufa di Castellamonte viene testata presso il Dipartimento Energetico del Politecnico di Torino, iniziando così una collaborazione che continuerà negli anni.

Nel 2011 La Castellamonte inizia una collaborazione con lo studio Adriano Design di Torino che porta alla creazione della nuova linea di stufe ‘Stack Stoves’.

Tutte le stufe “La Castellamonte” vengono prodotte a mano nell’unica sede di Castellamonte (TO), attraverso un processo di qualità costante. Sono tutte dotate di CERTIFICAZIONE CE per l’Europa ed alcuni modelli sono anche certificati per le specifiche normative Austriaca, Tedesca e Svizzera.
Nell’ultimo anno La Castellamonte ha anche conseguito la certificazione di sicurezza Statunitense e Canadese UL e ULc e la certificazione EPA su emissioni e rendimenti per i modelli Rondò e Round Stack.

Ulteriori curiosità sulla storia delle stufe…

La lunga tradizione della stufa di Castellamonte.

L’Ottocento segna il vero trionfo della classica stufa di Castellamonte, ma già nei secoli precedenti queste stufe sono apprezzate e richieste. Verso la fine del Settecento, viene prodotto a Castellamonte il primo caminetto in terracotta, con circolazione d’aria calda e fuoco visibile, il caminetto “Franklin”, dal nome dell’inventore che aveva studiato il principio della convezione applicato a sistemi di riscaldamento. Questo caminetto avrà un gran successo e contribuirà notevolmente alla fama della tradizione ceramica locale.

Le prime produzioni vengono attribuite alla fabbrica di ceramiche Reasso, vecchia dinastia di artigiani, insediata da secoli nel cuore di S. Rocco fra i vicoli B. De Rossi e Franklin. Ma è l’Ottocento che segna il vero trionfo della classica stufa di Castellamonte che s’impreziosisce di elaborate decorazioni, si colora di vivaci vetrine e diventa un vero e proprio prezioso oggetto di arredamento. Sembra che alcune monumentali stufe siano state spedite persino nella lontana Russia, a Pietroburgo. Dopo la seconda guerra mondiale, la stufa non viene più utilizzata per molti anni, soppiantata da impianti di riscaldamento di vario tipo. Dopo decenni di oblio, sia per la maggior attenzione ai valori ambientali, l’economia di esercizio, la salubrità del calore, non ultimo, il coraggio e l’intraprendenza di pochi valorosi giovani artigiani che riprendono la tradizione ceramica, le stufe di Castellamonte vengono riportate all’onore delle cronache e al riconoscimento della loro inconfondibile validità sia per riscaldare sia per arredare case nuove e antiche.

L’Arte della Stufa e della Ceramica di Castellamonte, il rapporto con gli Artisti.

Stufa modello Vulcano decorata da Enrico Baj.

Esistono momenti fortunati, in cui, anche un oggetto considerato per la sua funzione o decorazione, assurge a livelli che vanno oltre l’intenzionalità di chi l’ha progettato e alla sua destinazione commerciale.
In occasione della XXIV Mostra della Ceramica, la città di Castellamonte, ha avuto l’onore di accogliere un illustre ospite: Enrico Baj. L’impegno del maestro milanese è stato quello di unire la propria arte alla produzione artigianale locale e ne è nata una collaborazione con La Castellamonte, (ancora denominata RP Castellamonte) che ha messo a disposizione piatti e vassoi in cotto, frammenti di lavorazione, distanziali da forno, fregi e capitelli, che sono stati assemblati in una apparente casualità. Ne sono nate una serie di “teste”, dai nomi bizzarri e dalle espressioni diverse: stupite ed attonite, ilari o tristi, ironiche e minacciose.

Sulla Stufa mod. Vulcano, debitamente ricomposta in una sequenza inusuale, Enrico Baj ha lasciato, con l’aiuto del fuoco, il segno indelebile della sua pittura.

La Mostra Torino Design, svoltasi a Torino tra aprile e giugno 1995, ha inserito, tra gli oggetti esposti, la stufa Vulcano, interamente in cotto, come esempio di oggetto tradizionale che offre aspetti innovativi, sia nel funzionamento sia nell’aspetto estetico.

Il contrasto tra la superficie di cotto naturale e il design moderno crea un oggetto in cui è tangibile il filo di continuità tra passato e futuro.

 

Nella mostra tematica Delirium Design, dedicata ad Edgar Allan Poe, in occasione del decennale dell’Esposizione Abitare il Tempo (Verona 1995) è stata inserita, reinterpretata e ridisegnata dall’Architetto William Sawaya, una stufa “La Castellamonte”. Lo stile neogotico della stufa sottolineato dagli archi e dalle colonne evoca l’atmosfera dei famosi racconti e le suggestioni abitative. L’immagine del fuoco dipinto sulle pareti, quasi a sovrapporsi e fondersi con le fiamme interne, ne fa un oggetto inquietante, in cui il confine fra realtà e fantasia può anche non esistere.

Stufa “La Castellamonte” reinterpretata e ridisegnata dall’Architetto William Sawaya.

'Arc en Ciel' di Arnaldo Pomodoro.

Nel 1994 l’artista Arnaldo Pomodoro, ospite della XXXV Mostra della Ceramica progettò un’opera monumentale, denominata Arc en Ciel, (Arco), composta da circa 130 pannelli riportanti i segni tipici dell’Artista, realizzata da La Castellamonte (già RP) e visibile nella piazza Martiri della Libertà a Castellamonte.

Un’altra grande opera di circa 6 mt. di altezza, visibile in P.zza della Repubblica, è il Monumento alla Stufa, progettato nel 2008 dall’artista Ugo Nespolo, e realizzata da La Castellamonte, con la collaborazione dei Proff. Sandra Baruzzi e Guglielmo Marthyn, composta da 200 piastrelle ceramiche di grandi dimensioni smaltate in bianco con disegni di colore nero, effettuati dall’Artista stesso.

E per ultimo possiamo citare la Torre di Babele, progettata dall’artista del vetro Silvio Vigliaturo di Chieri e realizzata da La Castellamonte, visibile presso il giardinetto antistante le mura Antonelliane, composta da 120 dischi smaltati in bianco con decori colorati a rilievo.